Il paesaggio di Villa d'Adda colpisce ogni
osservatore, cominciando dalla sua suggestiva posizione morfologica. Il
nostro paese viene chiamato in dialetto Ela spantegàda
perché i nuclei abitati sono sparsi sul suo territorio
lasciando ampio spazio al verde e alla natura, con la bellezza del fiume,
alla quota di 190 metri sul livello del mare, che definisce ad ovest il
confine comunale, e il fascino dei boschi del Monte dei Frati o Monte Canto,
la cui sommità raggiunge quota 710 metri sul livello del mare, che
lo definisce ad est. A sud troviamo il Monte Giglio mentre a nord si estende,
con ampio respiro, la pianura della Val San Martino.
E' proprio questa sua molteplicità di ambienti che rende il nostro
paese invidiato, amato e unico. Gran parte di questi meriti è dovuta
alla presenza del fiume che caratterizza la parte bassa del territorio
comunale con una fertilità della vegetazione dovuta alla costante
umidità e al calore dell'acqua proveniente dal lago di Como.
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| L'osservatorio ornitologico in località Alberone |
In questo ambiente trovano il loro habitat più idoneo numerose specie
di animali. E' proprio per questo che recentemente è stato realizzato
in località Alberone - Mulini di sotto, sopra una penisola che si
insinua nell'Adda, l'osservatorio ornitologico che permette di ammirare
le numerose specie di uccelli che vivono sul fiume e nella palude e che
quanto prima sarà raggiungibile anche dai disabili tramite una passerella
in legno. Attualmente il collegamento con la terraferma avviene tramite
un sentiero botanico che si snoda nell'ambiente palustre a diretto contatto
con la natura e che vi farà conoscere le piante tipiche della nostra
zona.
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| L'Adda verso sud, vista dall'osservatorio |
Realizzato dalla Pro Loco Villa d'Adda con il patrocinio del Presidente
della Provincia di Bergamo e degli Assessorati all'Ambiente e all'Agricoltura,
Caccia e Pesca, la struttura è sempre aperta al pubblico e viene
gestita in collaborazione con la locale Scuola Media, con il Parco Adda
Nord e con l'Enal Caccia. E' possibile scorgere, nel loro ambiente naturale
e nella loro vita di tutti i giorni, aironi cinerini, cigni e germani reali,
cormorani, svassi, falchi di palude, allocchi, gabbiani comuni, moriglioni,
tuffetti, martin pescatori, gallinelle d'acqua, marzaiole, fischioni e altri
uccelli stanziali e migratori.
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| L'eclissi di sole del 2000 |
Dall'osservatorio ornitologico parte un sentiero pedonale che si snoda sulla
riva del fiume, al fresco degli alberi che crescono numerosi sulla riva,
quali ontani, pioppi e querce, per arrivare fino al traghetto. Da qui si
inserisce sul Lungoadda Leonardo da Vinci riservato ai pedoni e passando
da una radura erbosa e soleggiata creata sullo sbocco del Rio Mulini,
continua poi verso sud, completamente immerso nel bosco ceduo che porta
a Calusco d'Adda oppure verso est in direzione della cappella dei Morti
del Rito, costeggiando il torrente che nasce nella parte alta di Villa d'Adda.
Sono passeggiate senza difficoltà alcuna, dove si possono ammirare
fiori, piante e animali di varie specie, cioè uccelli, lucertole
e ramarri, lepri e conigli selvatici e magari bisce d'acqua e orbettini.
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Nella parte alta del paese troviamo invece un fitto bosco di alto fusto
costituiti in prevalenza da castagni, meta in autunno di numerose persone
che qui vengono per raccoglierne i frutti.
Dalla località Belvedere dell'acquedotto, vicino a Pradella, si
può godere uno spettacolare paeseggio, in quanto Villa d'Adda è
situata su una delle prime colline delle Prealpi Orobiche. Nelle giornate
più limpide lo sguardo può spingersi dal Monte Rosa fino
agli Appennini di Piacenza e, con l'aiuto di un buon binocolo si può
scoprire che il Duomo di Milano e la sua famosa Madonnina non sono poi
così lontani.
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| Il fiume |
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Villa d'Adda con il Resegone
visti dal ponte di Paderno d'Adda |
Sempre da Pradella, attraverso sentieri ombreggiati e poco impegnativi,
si possono raggiungere il Crocione, una grande croce di ferro ben visibile
da lontano, e la sommità del Monte Canto, oppure passare la collina
e scendere verso il paese di Pontida. Esiste anche un agevole sentiero che
collega le abbazie cluniacensi di Fontanella e di Pontida; il monte che
le divide è appunto denominato Monte dei Frati o Monte Canto. In
questi boschi nasce anche il Grandone, un torrente sempre ricco di acqua,
che dopo un percorso di diversi chilometri confluisce nel Brembo a Filago.
Qui poi non è impossibile, specie in certi orari particolari, imbattersi
in incontri affascinanti con volpi, tassi, faine, picchi e daini ed altre
specie tipiche delle nostre zone.
Passando lo sguardo da est ad ovest si scorge, in alto, il santuario della
Beata Vergine di Tassodine, circondata da ampie radure e prati, raggiungibile
tramite una mulattiera ben tenuta e non impegnativa, attraversando i boschi
ed un paio di piccoli ruscelli di acqua sorgiva.
Pur avendo un dislivello altimetrico di poco più di 500 metri, il
Lungoadda (193 m s.l.m.) e il Monte Canto (710 m s.l.m.) sono collegati
da sentieri, alcuni recentemente ristrutturati, che attraversano il centro
del paese, i campi, i vigneti e i boschi fino ad arrivare sulla cima del
monte.
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| La Val S. Martino con le Grigne e il Resegone |
Spesso presentano ancora il selciato originale di quando furono realizzati
o pavimentati. Alcune volte, nei tratti più ripidi, sono costituiti
da scalinate che ancora raccontano le fatiche di coloro che nei secoli li
hanno percorsi per vivere dei frutti di un'agricoltura difficile, strappata
alla collina e ai boschi.
Ma è facile, a Villa d'Adda, trovare sempre nuove vedute, nuovi squarci
sul nostro paese e su quelli che lo circondano. Sulle montagne ad esempio,
che a nord delimitano la Valle S.Martino e il lago di Lecco, quali le Grigne
e il Resegone, oppure sul Monte Rosa e sul Monviso che ad ovest spiccano
sopra la linea delle Alpi piemontesi.
E che dire del rosso delle albe e dei tramonti che vestono di colore questi
paesaggi e che li rendono unici ed indimenticabili?
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| Il tramonto sulle colline brianzole |
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